Ciao, il mio nome è Pietro, ho 48 anni molto ben portati. La mia storia sessuale inizia circa 35 anni fa.

I miei genitori dovettero iniziare un'attività commerciale, dato che era molto impegnativa come orari di lavoro, e non potevano badare a me per i miei studi, decisero di farmeli finire presso un istituto dei Salesiani in Toscana. Appena tredicenne, non sapevo nulla del sesso, ma a tutto ciò pensarono gli altri, tra cui il mio referente di squadra Federico.

La cosa iniziò un pomeriggio di maggio, ritornavo dalla palestra ed ero molto accaldato, così decisi di fare una doccia. Mi spogliai ed iniziai a lavarmi, quando mi accorsi che non ero solo: alla doccia vicina vi era Federico (22 anni) che, accortosi di me, mi chiamò con la scusa di insaponargli la schiena. Ingenuamente mi portai da lui; naturalmente ero nudo, ma tra maschi non ci si fa caso, pensai. Come ebbi finito di insaponarlo, si voltò e potei ammirare il suo cazzo enorme. Rimasto impietrito da tanta meravigliosa grandezza, lui con fermezza mi chiese di prenderlo in bocca. Come un automa mi inginocchiai e lo presi succhiandolo. Era molto contento di quel pompino e in un attimo godette, scaricandomi un fiotto di sborra calda in bocca. La bevvi tutta; aveva un sapore tra il dolce e il salato.

Uscito, mi rivestii pensando a quello che mi era accaduto; mi sentivo un po' umiliato, ma mi era piaciuto. Dopo cena, Federico mi fece cenno di avvicinarmi perché doveva dirmi qualcosa. Così feci; mi disse che mi avrebbe aspettato nella sua cameretta prima di andare a letto. Ero titubante, ma alla fine accettai.

Andai da lui e volle che chiudessi la porta a chiave. Stava sdraiato sul letto, tutto nudo con quel cazzone bello dritto. Mi spogliai anch'io; in un attimo gli stavo leccando le palle turgide, iniziando a leccare quel cazzo tutto scappellato. Mi disse che voleva infilarmelo in culo; gli dissi che avevo paura che mi facesse male perché era lungo circa 20 cm. Mi rassicurò che faceva piano e se mi faceva male lo avrebbe tolto.

Estrasse dal cassetto del comodino un tubetto di crema glicerina per le mani e la spalmò sul buco del culo. Mi fece mettere a pecoroni; mi appoggiò il cannone sull'orifizio e spinse. Non mi faceva male, anzi mi piaceva; lo invitai a spingere di più. Vide che mi piaceva e con un sol colpo lo infilò fino alla radice. Iniziai a gemere, non di dolore, ma di piacere. Iniziò a incularmi dolcemente, facendo scorrere il cazzo tutto quanto era lungo nel mio culo tutto slabbrato.

Dopo circa 10 minuti sentivo che stava godendo; fece un fiume di sborra calda, sentivo gli schizzi all'interno. Quando lo estrasse, il buco aveva preso il diametro del cazzo.

Dopo circa un mese di grandi inculate e pompini con l'ingoio, una sera mi disse di avere una sorpresa. Andando come di solito da lui, con stupore vidi che vi era anche il coordinatore, un sacerdote. Mi disse che era un suo amico fidato e che dovevo fare anche con lui le stesse cose. Accettai.

Il cazzone di Federico conoscevo molto bene, ma quando il coordinatore si alzò la tonaca ed era senza gli slip, vidi una proboscide da spavento. Mi rassicurò che non mi avrebbe fatto male; ero un po' scettico, pensando che se tanto mi dà tanto! Federico mi disse di mettermi a pecoroni sulla sponda del letto e avrebbe iniziato a incularmi lui.

Mi mise molta crema sul mio culo sfondato dalle molte penetrazioni; il suo cazzo, benché grosso, entrò subito tutto. Nel frattempo succhiavo l'altro; mi piaceva molto, aveva una cappella rossa e grossa. Gli chiesi quanto era grosso; mi disse 24 cm. Rimasto di stucco a tanta grandezza, ad un certo punto Federico uscì dal mio culo e l'altro si apprestava a prendere il suo posto.

Appoggiata la cappella, fui io a spingere il culo verso quel palo; scivolò tutto dentro. Lo sentivo fino alla pancia, ma era bellissimo; faceva un po' male, ma era sopportabile. Venne prima Federico nella mia bocca, poi fu il turno del coordinatore; iniziò a sborrare, non finiva più per quanta ne produceva.

Questa storia durò per circa un anno; il giro di ragazzi inculati dai due si era allargato.

Che bei ricordi.

Sono passati 35 anni; mi sono sposato. Mia moglie è una vorace di cazzo in tutte le posizioni e in tutti i buchi. Nella mia sincerità, quando la conobbi, le raccontai tutta la mia storia e di tutti i cazzoni che aveva preso il mio culo e la bocca. Lei rimase stupita, ma non più di tanto.

Una sera stavamo a letto mentre mi succhiava il cazzo; mi disse che aveva una sorpresa. Aprì il cassetto del comodino e tirò fuori da una confezione un cazzo di gomma molto grosso. Se lo legò in vita con delle cinghie; mi disse che gli piaceva incularmi.

Prima volle che mi depilassi sia il culo che il cazzo; così feci. Ritornato a letto, prese un tubetto di vasellina; mi spalmò il buco del culo e lubrificò il cazzo di gomma. Lei impazziva vedendomi tutto depilato come lo era lei.

Mi inculò con forza e con piacere; mi diceva mentre mi inculava che le piacerebbe vedere un uomo con un cazzo grosso e ben depilato incularmi e dopo subire anche lei una doppia penetrazione.

Così, mentre la inculo, si infila il cazzo di gomma nella fica e sborra come un cavallo.

Circa un anno fa mi trovavo all'aeroporto di Fiumicino; stavo aspettando mio fratello che veniva da Milano. Mentre controllavo sui monitor gli orari di arrivo, vicino a me si accostò un signore anche lui per controllare gli orari.

Ebbi un vuoto allo stomaco; il mio ricordo volò 35 anni indietro. Riconobbi in lui uno dei compagni di giochi dell'istituto. Lo guardai e, prendendo il coraggio, gli domandai se era la persona che credevo. Lui mi confermò di essere Luigi, più piccolo di me di un anno, e stava lì ad aspettare la sua compagna proveniente dal Brasile.

Ci scambiammo i numeri di telefono, promettendoci che ci saremmo rivisti.

Dopo circa 4 giorni dall'incontro, mi suona il telefono; era Luigi. Ci siamo dati appuntamento per il giorno dopo a Ostia sul pontile. Non ho dormito tutta la notte pensando al giorno dopo.

Andai all'appuntamento; lui era già sul posto. Mi scusai del leggero ritardo dovuto a ragioni di traffico; prendemmo un caffè e rinnovammo i nostri ricordi. Entrambi eravamo entusiasti dei nostri ricordi.

Ad un certo punto disse se lo accompagnavo in un campeggio lì vicino perché doveva prendere alcune cose nella sua roulotte. Giunti sul posto, mi fece accomodare all'interno di essa; era molto confortevole con un bel letto.

Improvvisamente mi mise una mano sul cazzo e l'altra mi massaggiava il culo. Mi disse che voleva riprovare le stesse sensazioni di 35 anni prima; ne fui entusiasta e speravo che succedesse.

Ci spogliammo; con stupore vidi che era completamente depilato. Il suo cazzo sembrava più grosso senza peli; gli dissi che aveva un cazzo stupendo e non vedevo l'ora di prenderlo nel culo.

Mi sdraiai sul letto, misi le gambe sulle sue spalle; vidi il cazzo sprofondare nel buco del culo. Mi inculava con forza; ad ogni colpo lo infilava sempre di più.

All'apice del godimento, gli chiesi di tirarlo fuori e vedere la sborra schizzare dalla cappella. In un attimo lo tirò fuori e lo accostò alla mia bocca; sborrò tanto e bevvi con avidità tutto lo sperma che fuoriusciva.

I nostri incontri avvenivano circa due volte a settimana, sempre nella roulotte, per circa sette otto mesi.

Una sera mia moglie mi disse che mi vedeva strano; mi chiese se avevo qualche problema. A quel punto volli confessare la mia relazione con Luigi.

Rimase sbigottita; non mi ha rivolto la parola per due giorni. Alla sera del terzo giorno mi disse che voleva conoscere Luigi e se gli piaceva avrebbe voluto partecipare anche lei a nostri incontri.

E finalmente vedere un uomo che mi inculava e provare con un cazzo vero la doppia penetrazione. Mi chiese come era di aspetto e se aveva un cazzo grosso e resistente.

Fui entusiasta della sua proposta; il giorno dopo lo dissi a Luigi se era disposto a un incontro a tre. Fu molto felice di accettare la proposta.

Dopo circa una settimana organizzammo a casa nostra l'incontro, avendo mandato i figli in gita per una settimana.

La sera, verso le otto, venne Luigi con un bel mazzo di fiori; ci sedemmo in salotto, dopo di che cenammo e alla fine andammo sul divano e prendemmo il caffè.

Nel frattempo mia moglie si era assentata da noi; quello era il segnale di preparare i nostri cazzi. Dopo circa 5 minuti, ella si presentò a noi in perizoma e reggiseno; mimò uno strip.

Ci invitò a spogliarci; in un batter d'occhio eravamo nudi. Si tolse gli slip e reggiseno mostrando la sua fica completamente rasata.

Quando vide il cazzo di Luigi, anch'esso rasato, gli si fiondò sopra prendendolo in bocca tutto quanto era lungo; lo succhiò e leccò avidamente.

Volle che io e lei facessimo un 69 e nel mentre Luigi mi inculava; lei da sotto leccava le palle e il cazzo mentre entrava e usciva dal mio buco.

Quando lo estrasse da me, il mio culo era talmente largo che lei mi infilò una grossa zucchina di plastica, lunga quasi 25 cm e larga 6 cm.

Volle essere inculata da Luigi più volte e volle che gli venisse in bocca. La prima sborrata da cavallo le inondò la bocca; bevve tutta la sborra.

Poi fu la volta mia e feci la mia parte.

Il nostro ménage a tre ormai va avanti da un bel po' di tempo con grande soddisfazione. Vorremmo allargare, oltre che i nostri culi, anche il nostro giro di amicizie, sperando di trovare un singolo ben dotato, bisex e depilato totalmente come noi e che non sia un mercenario...